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Vincenzo D'Isanto, Osvaldo Baroncelli (Presidente Regionale AIS), Massimo Castellani (Delegato AIS Firenze) e Giulio Gambelli per la festa dei 25 anni de I Balzini

I Balzini a Vinitaly omaggiano Giulio Gambelli

I Balzini a Vinitaly omaggiano Giulio Gambelli

In degustazione a Vinitaly, l’ultimo vino del più grande enotecnico della Toscana

Lasciali stare, non ti preoccupare, dagli il loro tempo…“. Poche sono le parole che riescono a esprimere meglio la delicatezza e il rispetto che Giulio Gambelli riservava a quei grappoli che amava guardare crescere con pazienza e profonda fiducia. Poche ma ben impresse nella mente di quelli che, come noi, hanno avuto la fortuna di lavorarci insieme. Un privilegio, il nostro, in parte ancora conservato nelle nostre cantine, tra quelle bottiglie preziose che oltre al vino conservano i ricordi di un’azienda il cui viaggio verso l’eccellenza è iniziato quasi quarantanni fa.

E in cantina, proprio qualche giorno fa, in una mattina dedicata alla degustazione delle vecchie annate, abbiamo aperto una bottiglia de I Balzini 1996. Era un paio di anni che non stappavamo questa annata, essendo esiguo il numero di bottiglie presenti nelle scorte aziendali. I Balzini 1996, allora producevamo una sola etichetta, è stata l’ultima gestita interamente dal grande Giulio Gambelli qui a I Balzini e, non appena il tappo – perfetto – è uscito dal collo della bottiglia, è stato chiaro per tutti noi com l’aggettivo “Grande” fosse il minimo per indicare la figura di Giulio. Mr. Sangiovese, detto anche Bicchierino, trattava l’uva come fosse una persona, la ascoltava e sottolineava spesso l’importanza di lasciare che questa si esprimesse nei tempi che le erano più consoni.

Ed è quella stessa uva che, in questo vino, dopo 22 anni, di certo non lo smentisce. Piuttosto, ci lasciano a bocca aperta l’intensità del rosso rubino con brevi riflessi granati, i pochi sedimenti, l’integrità del suo bouquet olfattivo: sentori di frutta matura, cuoio, spezie, chicchi di caffè tostato. In bocca si presenta fresco, con una bella acidità e un’ottima struttura al palato. Insomma, così come l’uva voleva e come Giulio sapeva vinificarla.

La riscoperta di questo vino è stata una sorpresa meravigliosa che abbiamo deciso di condividere, mettendolo in degustazione durante il Vinitaly (Padiglione 9, Stand A15). Un regalo (ma non sarà l’unico) a tutti quelli che vorranno passare dal nostro stand ma soprattutto un omaggio al maestro Gambelli.

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